Accoglienza Turistica a Ravenna
Aclisti

Passeggiata in libertà nel Centro Storico

L’ itinerario, quasi completamente pedonale, presenta proposte di luoghi e ambienti di particolare importanza, liberi da schemi di visita ovvero abbinabili ad altri programmi e soprattutto esenti dal pagamento di biglietti d’ingresso. Da Viale Luigi Carlo Farini-Via Armando Diaz (già Via del Monte)-Via degli Ariani-Via Diaz-Piazza del Popolo-Piazza Giuseppe Garibaldi-Via Dante Alighieri-Via Guido da Polenta Piazza San Francesco-Via Corrado Ricci-Via Raul Gardini-Via Romolo Gessi-Piazza Arcivescovado-Via Battistero-Piazza del Duomo-Via Gioacchino Rasponi-alla Piazzetta Paolo Serra. Il tempo richiesto è di circa 30 minuti per gli spostamenti e 2 ore per le visite (non è previsto il tempo per le soste davanti alle vetrine dei negozi !).

 

La Passeggiata inizia nei pressi della stazione ferroviaria (possibilità di parcheggio) precisamente dal Giardino dedicato a Speyer (città tedesca gemellata con Ravenna) dove si trova

La Basilica di San Giovanni Evangelista

Fatta costruire da Galla Placidia fra il 424 e il 434 per sciogliere un voto, fatto all’evangelista Giovanni, durante una tempesta in mare, nella traversata da Costantinopoli a Ravenna. La chiesa ha subito nel tempo varie trasformazioni: nel Medioevo fu sede di monaci benedettini (che vi costruirono a fianco un monastero), in seguito furono realizzate modifiche secondo i canoni stilistici del periodo gotico che tuttora si possono notare nell’interessante portale. Nel 1944 la chiesa è stata in buona parte danneggiata dai bombardamenti e in seguito ristrutturata nel rispetto delle forme e suggestioni originarie.

 

Con direzione Centro, fiancheggiando il monumento ai Caduti, da Via Farini si prosegue in Via Diaz e alla fine del portico (circa 200 mt) si gira a destra in Via degli Ariani dove sorge

Il Battistero degli Ariani

Dopo la Cattedrale (oggi chiesa dello Spirito Santo) in contrapposizione al Battistero degli Ortodossi, Teodorico costruì per il suo popolo il Battistero degli Ariani. Edificato nel periodo più fulgido del regno dei Goti, all’inizio del VI secolo, il Battistero si presentava più complesso e articolato rispetto alla costruzione oggi visibile. E’ a pianta ottagonale, la cupola è ornata da un mosaico che rappresenta il battesimo di Cristo considerato dagli Ariani prima Uomo poi figlio di Dio. Oggi il monumento è riconosciuto dall’ UNESCO patrimonio dell’umanità.

 

Si ritorna in Via Diaz a destra direzione Centro dove al n°6 si trova la scritta in latino sull’architrave del portale di accesso al “Sacro Monte di Pietà e dei Depositi Pii” istituito nel 1492. Si giunge poi in Piazza del Popolo, il cuore di Ravenna, con la bella vista del Palazzo Merlato, sede del Comune, e delle colonne con le statue di Sant’Apollinare e di San Vitale; a sinistra, passando nella piazza, dove troneggia la statua di Garibaldi, si intravede, preceduta dai Chiostri Francescani

La Tomba di Dante

Quando a Firenze nel conflitto fra Guelfi Bianchi e Neri questi ultimi presero il sopravvento, Dante, coperto da accuse infami, fu costretto ad un lungo esilio. Trascorse gli ultimi anni della propria vita, ospite di Guido Novello Da Polenta signore di Ravenna dove, nel Settembre del 1321, a 56 anni, morì e fu tumulato “in una arca lapidea” racconta Boccaccio, nella chiesa di San Pietro Maggiore (ora San Francesco) nell’attesa di una dimora più degna. Solo nel 1780 per volere del Cardinale Luigi Valenti Gonzaga l’architetto Camillo Morigia edificò l’attuale tempietto, in stile neo classico, nel quale furono collocate l’arca sepolcrale originaria e il bassorilievo scolpito nel 1483 da Pietro Lombardi.

 

Fiancheggiando il Quadrarco di Braccioforte a sinistra si scendono alcuni gradini fino ad arrivare alla Piazza con

La Basilica di San Francesco

Dedicata ai SS.Apostoli fu eretta nel V secolo dal Vescovo Neone di cui s’intravedono i resti musivi della tomba nel pavimento della suggestiva cripta, costantemente invasa dall’acqua. Verso l’anno mille la chiesa fu rifatta e consacrata a San Pietro Maggiore e nel 1261 fu affidata ai Frati Francescani, da cui il nome attuale, ai quali è legata la difesa delle spoglie di Dante Alighieri prima dai Fiorentini che le volevano trasferire nella loro città, poi dalle leggi napoleoniche per le quali i Frati dovettero abbandonare il convento, e infine dai bombardamenti dell’ultima guerra.

 

Si attraversa la Piazza San Francesco fino ad arrivare in Via Corrado Ricci dove sulla destra, angolo Via Guido da Polenta, si può ammirare il palazzo Rasponi ricostruito nel 1541 con funzioni di difesa. In fondo girare a sinistra in Via Raul Gardini e procedere fino alla Piazza Arcivescovado dopo aver ammirato al n°11 la Casa Ghigi dotata di un bel portico con acciottolato di forme geometriche; al n°18 la Palazzina Diedo del XV secolo; ancora sulla sinistra la costruzione di un moderno edificio ha messo in mostra all’esterno la piccola facciata della chiesa di Santa Giustina in Capite Porticus e all’interno i resti, a quattro metri di profondità. Nella Piazza si attraversa un giardinetto, Via Battistero, per raggiungere

Il Duomo

Quando nel 402 la Corte Imperiale lasciò Milano per la più sicura Ravenna anche la Sede Vescovile lasciò Classe per la nuova capitale dove edificò una cattedrale a cinque navate, ad imitazione di quella di Milano. L’edificio, che nel tempo aveva subito notevoli ristrutturazioni, fu completamente demolito nel 1733-34 e al suo posto fu costruito l’attuale Duomo del quale si possono ammirare all’esterno le 4 colonne di marmo provenienti dall’antica basilica e all’interno, di particolare interesse, i sarcofagi di Sant’Arnaldo e San Barbaziano del V° secolo, i dipinti di Guido Reni e della sua scuola, e quelli di Marco Palmezzano.

 

Dalla Piazza del Duomo si prende la Via Gioacchino Rasponi e a circa 150 mt , prima del semaforo si trova

Il Giardino delle Erbe Dimenticate

Un recente lavoro di restauro ha riportato all’originario splendore un angolo nel cuore del Centro Storico: l’elegante Piazzetta dedicata a Paolo Serra presenta il portale del 1780 opera dell’architetto Camillo Morigia (1743-1795) e il Giardino Rasponi nel quale si è voluto recuperare la memoria storica delle Erbe Dimenticate, alcune note, altre rintracciate nei ricettari degli speziali e negli usi della cucina mediterranea; un’ulteriore “chicca” si aggiunge al grande patrimonio della città.

 

 

 

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S.Giovanni Evangelista


Battistero Ariani


Tomba Dante


S.Francesco


Duomo


Erbe Dimenticate


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