Accoglienza Turistica a Ravenna
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Ravenna Archeologica

CENNI STORICI Secondo quanto ci ha tramandato Strabone (storico greco vissuto dal 63 a.C. al 20 d.C.) le origini di Ravenna risalgono al 2° millennio a.C. Popolazioni provenienti dalla Grecia (Tessali o Pelasgi) raggiunsero l’Italia e fondarono varie città fra cui Ravenna. Dalla fine del VII secolo a.C.i Tirreni (Etruschi), popolazioni che abitavano in origine il territorio fra l’Arno, il Tevere e il mare Tirreno, attraversarono l’Appennino, occuparono zone della valle padana e fondarono Felsina (Bologna), Mantua (Mantova), Melpum (Melzo), Spina e Adria dove s’insediarono in modo permanente, mentre negli altri territori della valle padana si limitarono a controllare i commerci. I Tessali, stanchi dei frequenti attacchi degli Etruschi, chiamarono a difesa gli Umbri, che provenivano dall’Italia centrale, poi consegnarono loro Ravenna e ritornarono in Grecia. Fu poi la volta dell’invasione dei Celti, tribù provenienti dalla Germania meridionale, che allontanarono o assorbirono Etruschi e Umbri, questi ultimi continuarono ad abitare la costa adriatica, in particolare Ravenna, poiché territorio interessava poco ai Celti che erano dediti all’agricoltura e all’allevamento del bestiame. E’ probabile che gli Umbri pagassero tributi in cambio dell’autonomia. Fin qui la ricostruzione storica di cui l’archeologia non ha fornito certezze; la subsidenza ha sepolto a gran profondità le testimonianze e i pochi oggetti ritrovati, essendo di facile trasporto, possono essere stati il frutto di commerci. Più documentato è il periodo romano a Ravenna che inizia dalla fine del III secolo a.C. e giunge fino al 476 d.C.(quasi 700 anni). Da “Città Alleata” poi “Colonia Latina” e infine “Municipio Romano”, Ravenna diventa nel 402 d.C. Capitale dell’Impero Romano d’Occidente. I Luoghi della visita VILLA ROMANA DI RUSSI A circa 15 km da Ravenna, direzione Faenza e prima del centro urbano di Russi, sono stati portati alla luce i resti di una “Villa” romana, e cioè un vasto centro agricolo, luogo d’abitazione, lavoro, immagazzinamento e conservazione, punto di raccolta e smistamento. La “Villa” era, con tutta probabilità, l’edificio principale di un vasto podere i cui prodotti agricoli e d’allevamento erano destinati agli uomini della flotta romana stanziati a Classe. La “Villa” di Russi fu costruita alla fine del I secolo a.C. fu migliorata nel quartiere residenziale nella seconda metà del I secolo d.C., poi potenziata nel settore rustico all’inizio del II secolo d.C. I primi ritrovamenti risalgono al 1938 in occasione di lavoro di escavazione a 9 metri di profondità; gli scavi furono ripresi dopo il 1950. Nel 1989 è stato riportato alla luce un impianto termale già individuato nel 1939. Recentemente, nella zona circostante l’area archeologica, è stato realizzato un parco naturalistico (circa 15 ettari) di riequilibrio ecologico in cui sono stati ricostituiti gli ambienti tipici della pianura alluvionale. ZONA ARCHEOLOGICA DI CLASSE Alla fine del I secolo a.C. l’imperatore Cesare Augusto Ottaviano fece costruire, nelle vicinanze di Ravenna, un grande porto capace di accogliere 250 navi della flotta “Praetoria” per assicurare la difesa dell’Adriatico e dei mari orientali dell’impero; accanto al porto sorsero depositi, caserme, arsenali, e poi si sviluppò una città che prese il nome latino di flotta e cioè Classis (Classe); la città era protetta da un’ampia cerchia muraria, forse quella che compare nel mosaico che rappresenta Classe nella basilica di Sant’Apollinare Nuovo. Classe fu sede vescovile, ed anche se questa passò a Ravenna dopo il 402, quando vi s’insediò la corte imperiale, la sua importanza permase. Vi sorsero così grandi basiliche come la Petriana, San Severo, San Probo, Sant’Apollinare e chiese come Sant’Eufemia, Sant’Eleucadio, San Sergio. Nonostante che l’esistenza di Classe, completamente scomparsa, fosse testimoniata dai monumenti esistenti e dalle fonti storiche, certo a causa dell’elevata profondità alla quale giacevano i resti, nei secoli scorsi non furono mai tentati scavi organizzati; solo all’inizio del 1900 s’infittirono le ricerche esclusivamente nelle aree delle necropoli poi, dagli anni 60, gli scavi, condotti dalla Sovrintendenza Archeologica dell’Emilia-Romagna, si svilupparono sistematicamente e continuano tutt’oggi in vista della creazione e della fruizione di un ampio parco archeologico con annesso museo, in fase di costruzione nell’area dell’ex zuccherificio. DOMUS DEI TAPPETI DI PIETRA Nel 1993, durante i lavori di ricostruzione di un complesso edilizio nella centrale Via D’Azeglio, è stato raggiunto a mt.3,5 un piano pavimentale in mosaico di un palazzetto bizantino del VI secolo d.C. I lavori hanno portato alla luce strutture via via più basse: edifici d’epoca tardo imperiale, un impianto termale romano, domus del II e I secolo, strutture d’età repubblicana e, a mt.6,50, sabbia con materiali del IV°- III° secolo a.C. Della complessa situazione stratigrafica della Domus è stata messa in luce e valorizzata la parte bizantina (il palazzetto), unico caso di edificio a destinazione privata in cui si siano conservati, almeno parzialmente, la pianta e l’apparato decorativo: i Tappeti di Pietra come li battezzò con felice intuizione Federico Zeri. L’ingresso è in Via Barbiani, all’interno della settecentesca chiesa di Sant’Eufemia. MUSEO NAZIONALE Nei pressi della basilica di San Vitale sorse un monastero le cui origini non sono documentate, ma la cui esistenza è confermata da testimonianze che risalgono fino al X secolo. Dal 1913 il monastero ospita il Museo Nazionale la cui visita invita all’attenzione, oltre agli oggetti esposti, anche al complesso che li accoglie, e che costituisce esso stesso oggetto di grande interesse. Il Museo si presenta oggi come un vasto insieme di raccolte divisibili in tre settori principali: il lapidario, i reperti da scavi, le collezioni d’arte cosiddetta “minore”.Il lapidario è distribuito principalmente lungo i portici dei due chiostri rinascimentali; fra il materiale d’epoca romana sono presenti importanti stele funerarie della flotta classense, il cosiddetto bassorilievo di Augusto, elementi architettonici di Porta Aurea e numerosi rilievi d’età bizantina. Fra i reperti da scavi, oltre a testimonianze d’epoca preistorica, ampiamente rappresentato è il materiale d’età romana proveniente dagli scavi della Villa Romana di Russi e dal territorio classense, importanti ritrovamenti dagli scavi del cosiddetto Palazzo di Teodorico, e dai lavori in Sant’Apollinare in Classe (1970-1976), in particolare la grande sinopia rinvenuta sotto la decorazione musiva absidale. Le arti cosiddette “minori” rappresentano una vasta parte delle collezioni museali. Le raccolte più ampie sono: le ceramiche, che comprendono vari settori quali l’istoriato, la ceramica da farmacia, il graffito, la maiolica settecentesca; le icone, che documentano la scuola cretese veneziana; gli avori, tra cui si distinguono famosi esemplari come il Dittico di Murano (sec.VI) e la tavoletta con Apollo e Dafne (sec.V). Nella collezione delle stoffe sono compresi rarissimi reperti d’età altomedioevale, come il Velo di Classe (sec.VIII-IX) e il Drappo di San Giuliano (sec.IX).Un’interessante testimonianza del gusto collezionistico caratteristico del Rinascimento è data dalla sezione dei piccoli bronzi e delle placchette. E’ presente inoltre una raccolta di armi e armature, e un piccolo gruppo di mobili, fra i quali l’arredo ligneo più importante del Museo: una grande farmacia della fine del sec. XVIII di provenienza ravennate. Infine un ampio settore è dedicato alla raccolta numismatica con una selezione di monete romane e una vasta testimonianza della monetazione bizantina e dei regni barbarici in Italia. All’interno del Museo è inoltre collocato il ciclo di affreschi trecenteschi provenienti da Santa Chiara, chiesa delle Clarisse di Ravenna, oggi teatro Rasi. I tempi della visita sono almeno di un’intera giornata; avendone a disposizione due l’itinerario può essere così ampliato: 1° Giorno Villa Romana di Russi – Parco Archeologico di Classe – Basilica di Sant’Apollinare in Classe – Centro Storico. 2° Giorno Domus dei Tappeti di Pietra - Museo Nazionale – San Vitale – Mausoleo di Galla Placidia. CLICCA LE IMMAGINI PER ULTERIORI NOTIZIE

Villa Romana di Russi

Parco Archeologico di Classe

Domus dei Tappeti di Pietra


Museo Nazionale

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