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CHIESA ARCIPRETALE DI SAN GIOVANNI BATTISTA IN PIEVE CESATO

La Comunitàcristiana cattolica di Pieve Cesato è situata a 8 kilometri dalla città di Faenza nei pressi del ponte sul fiume Lamone in una zona di campagna particolarmente curata e ricca di frutteti: ciliegi,pesche, pere, uva, mele, kiwi, cachi.

Anche nei tempi antichi, il territorio di Pieve Cesato è stato particolarmente florido proprio per il terreno fertile e adatto alla coltivazione non solo della frutta, ma anche del grano, del mais e dell’erba medica. Le case e i terreni oggi sono nella quasi  totalità di proprietà di coloro che vi abitano, detti anche Coltivatori Diretti.

Pieve Cesato era ed èla Parrocchiadi campagna più estesa della Diocesi di Faenza/Modigliana (40 kilometri quadrati a est della città). Oggi la popolazione è composta da 1000 abitanti.

 

Sulla data vi sono diverse versioni: 755 d.C – 775 d.C 889 d.C. Di certo presso l’Archivio dell’Archidiocesi di Ravenna è conservata una pergamena del 20/11/889 che dà testimonianza dell’esistenza della antica Pieve. (La duchessa Engelrada concede in affitto terreni e vigne in Massa Prata Territoris Faventino Plebe S.Joannis qui vocatur in Axigata) Ma, nel margine superiore della pergamena una mano del secolo XVII-XVIII ha scritto la data 775, probabilmente indotto in errore dalla annotazione suddetta. Per dirimere la questione sulla data sarebbero necessarie delle testimonianze archeologiche che non si escludono, scavando intorno alla costruzione dell’edificio sacro.

 

Sull’Edificio Sacro si sono succeduti vari interventi che hanno reso quasi del tutto irriconoscibile l’antica struttura. E’ lo studioso Gerola(1914) che ha descritto in un suo saggio i risultati emersi nel corso degli scavi e dei sondaggi chela Soprintendenza effettuò nel novembre del 1913. Così doveva apparire l’antica Pieve di Cesato.

 

Non appena il Cristianesimo fece sentire i suoi primi influssi, nelle città sorsero le Cattedrali con la presenza del Vescovo, nelle campagne e nei villaggi più popolati sorsero le Pievi (dal latino PLEBS) per tutta quella porzione di popolazione costituita dai piccoli proprietari, servi, lavoratori liberi, affittuari, mercenari.

 

Le PIEVI furono le chiese matrici di altre chiese che sorsero solo in seguito. Venivano chiamate anche Chiese battesimali perché avevano il privilegio di avere il Battistero. Nelle Pievi veniva inviato dal Vescovo un certo numero di Presbiteri che formava così una Comunità organizzata per l’esercizio del ministero sacro, a capo della quale veniva nominato un Archipresbyter o Arciprete. Dalla Pieve dipendevano un numero di cappelle equivalenti le attuali Parrocchie, ma solo in essa veniva amministrato il Battesimo. Inoltre, le Pievi non erano solo un centro religioso nel quale ci si recava a pregare, erano anche una entità territoriale: erano il cuore della gente di campagna. Ivi si radunavano i capi famiglia per discutere e prendere decisioni sui fatti riguardanti la Comunità. Grande importanza rivestiva il Sagrato della Pieve: nei giorni di festa si tenevano canzoni religiose e profane, si aprivano le fiere, il contadino scambiava grano, vino, miele, formaggi con stoffe e altri prodotti.

 

Per poter approfondire alcuni argomenti come ad esempio:-su la vita di una Pieve di Romagna;- su dove era normalmente collocata una Pieve, è necessario fare riferimento alle descrizioni di M.Tabanelli riportate nel libro: “Visita alle Pievi di Romagna”.

 

Il Campanile della Pieve di Cesato

Le costruzioni rotonde o quadrate che dominano il paesaggio circostante e poste a fianco delle Pievi in genere non risalgono all’epoca di fondazione della Chiesa. Per quanto concerne il Campanile di Pieve Cesato va riferito che: “Nei giorni 23, 24 e 25 luglio del 1950 a Pieve Cesato si è fatto uno scavo nell’angolo sud/ovest, ove si aveva notizia del vecchio campanile. Alla profondità di metri 3,70 centimetri iniziano le fondamenta e continuano sempre più in basso in buono stato. Il capomastro Pietro Renzi di Russi, imprenditore ed esecutore di fabbricati edili, presente nelle fasi dello scavo, sostiene possano essere una base valida per la ricostruzione di un nuovo campanile di discreta altezza.” Questa nota è dell’Arciprete Sante Minghetti riportata nella prima pagina del Registro dei Battesimi (anni 1936-1999). Il campanile, specialmente nella vita della campagna, aveva tutta una sua importanza: invitava la gente del contado alla Messa nel giorno di festa, alle riunioni, serviva per avvisare se vi era un incendio…Inoltre scandiva il tempo della giornata: della Messa mattutina, del mezzogiorno, dell’Angelus, dell’Ave Maria nel Vespro per indicare la fine del lavoro nei campi. Il sottoscritto, ma anche tante altre persone, avrebbero il desiderio di veder sorgere anche perla Pieve di Cesato un vero e proprio Campanile, ma per ora resta solo un sogno!

 

Il Battistero della Pieve di Cesato era ricavato da uno splendido capitello corinzio di stile bizantino scolpito ad ali di farfalla, una decorazione di influenza asiatica. Attualmente sostiene l’altare ove si celebra l’Eucaristia. Il “fratello” del presente capitello si trova nella Chiesa di San Vitale a Ravenna.

Adattato ad Ambone, per la proclamazione della parola di Dio, un ulteriore capitello del VI secolo.

La Inversione e la Trasformazione della Chiesa. Fu nell’anno 1743 che venne effettuata la inversione della Chiesa e la trasformazione nella versione in cui si trova. Il materiale dell’abside e della navata settentrionale fu utilizzato per altri scopi. La navata a sud venne trasformata ad abitazione dei Presbiteri in funzione alla Pieve. Attualmente è stata recuperata una zona perla Cappella invernale e una parte perla Canonica. Per poter vedere la rimanente parte cuspidata con le due finestrelle in sostituzione della bifora originaria, bisogna portarsi al centro del campo sportivo.

 

L’Arciprete Sante Minghetti circa 120 anni or sono trasformò l’interno della Chiesa in un aspetto baroccheggiante, tenendo, per quaranta anni le impalcature e arricchendola con stucchi in gesso alabastrino, con un altare intarsiato in marmo e relativo pavimento nella zona del Presbiterio e con pregiate Ancone negli altari della Madonna, del Sacro Cuore, nella Cantoria e nel Presbiterio per contenere la pala del Battesimo di Gesù.

La Palaattuale del Battesimo di Gesù è del pittore locale Tomasino Peroni.La Palaha bisogno di essere ristrutturata.

 

Oggi l’interno della Chiesa, per volontà e lavoro dell’Arciprete Vittorio Santandrea e di vari collaboratori, si presenta ripulita, dal nero fumo delle candele e dal riscaldamento ad aria ventilata, dalle polveri che col tempo si erano depositate sugli stucchi. Sono poi stati meglio ancorati, con particolari prodotti, tutti quegli stucchi che stavano per cadere al suolo. Tutto il tetto è stato ristrutturato con nuove travi e nuova copertura protetta da derbigum negli anni in cui era Arciprete Pellegrino Montuschi.La Chiesanel 2008, grazie al contributo del parrocchiano Timoncini Domenico, è stata dotata di nuove finestre con doppi vetri termici e antisfondamento.

 

La ComunitàParrocchialedi Pieve Cesato è una comunità particolarmente attiva. Oltre la vita liturgica-pastorale molto sentita e partecipata,la Parrocchia, da più di 60 anni, ha cercato anche di dotarsi di moderne strutture e di servizi particolarmente utili ai ragazzi, ai giovani e alle famiglie.

Il Circolo Anspi conta 236 soci; il Teatro è utilizzato più volte per l’aggregazione;la ScuolaMaternaconta n.41 iscritti: al nido d’infanzia vi partecipano 20 bambini; al doposcuola 22 bambini delle elementari; al CREE estivo si arriva fino a 60/70 iscritti. Ultimamentela Parrocchiaha intrapreso la ristrutturazione della zona centrale (600 mq) dove al piano terreno sono stati ricavati: una Sala polivalente, una capiente e dotata cucina regolarmente autorizzata, i servizi igienici e un ingresso che lega la parte anteriore con quella posteriore.

 

Nella Comunità non tutti devono fare tutto, ma ognuno può certamente esprimere la sua disponibilità e la sua caratteristica molto apprezzata nelle varie attività e nei numerosi Consigli. –Il Consiglio Pastorale suddiviso in due Commissioni, - il Consiglio degli Affari Economici, - il Consiglio dell’Azione Cattolica, - il Consiglio del Circolo Anspi, - il Consiglio della Scuola Materna “Don Bosco”, - il Consiglio della Società Sportiva “GianBattista Cimatti” che, oltre alla attività sportiva, organizza la rinomata Sagra della Campagna giunta quest’anno alla 51°Edizione.

 

Il sottoscritto, che ha appena celebrato i quaranta anni di Ordinazione Presbiteriale, ama chiamare la Parrocchia: “Famiglia di Famiglie” e considerare la Chiesa un “noi insieme”. Pertanto ritiene giusto e doveroso dare la dovuta importanza all’edificio chiesa, ma altrettanta importanza va attribuita alla Comunità dei credenti presenti sul territorio che, con la loro vita, cercano di dare ragione e testimonianza della fede cristiana anche oggi.

 

Le difficoltà dei nostri tempi sono diverse e sono sotto gli occhi di tutti. Alla Pieve di Cesato, per il momento, non vi sono ancora grosse difficoltà di carattere economico perché, in grande parte, le famiglie sono costituite da Coltivatori Diretti.

 

Anche alla Pieve di Cesato le nuove famiglie che si sono stabilizzate a seguito di “improprie” ristrutturazioni, fanno fatica ad armonizzarsi.La Parrocchiafa però affidamento sui vari servizi sociali che gestisce per favorire il loro inserimento nella vita della Comunità.

 

L’influenza dei tempi incide particolarmente sulle generazioni che crescono. Anche i nostri giovani si fanno prendere dalle mode e, anche qui, venendo a mancare gli Educatori, si verifica che “fattala Cresima” c’è un certo abbandono nella partecipazione ai Sacramenti e alla Santa Messa domenicale.

 

Pieve di Cesato lì 08/02/2009

                                                             Santandrea Mons. Vittorio

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