Accoglienza Turistica a Ravenna
Aclisti

Il triennio 1997-1998-1999

A partire dal 1997, si è voluto predisporre un programma triennale che preparasse alle celebrazioni del Giubileo del 2000 in quanto Ravenna si appresterà ad ospitare i pellegrini che si recheranno a Roma, ritrovando così un ruolo che già gli competeva fin dai primi secoli della cristianità. Come volontari ci si vuole già incominciare a chiedere cosa si può fare per accogliere questi visitatori, riscoprendo e recuperando appunto quel senso di omogeneità culturale e religiosa che le comunità cristiane romagnole hanno sempre avuto fortissimo. Il sesto corso provinciale è quindi all’insegna del tema “Il volontariato attraverso i luoghi della fede, dell’arte e della cultura alle soglie del Giubileo del 2000”. In occasione del recentissimo recupero e del restauro dell’abside barocca, si riscopre la Basilica di S. Apollinare Nuovo, eredità culturale di valore mondiale come ha decretato l’UNESCO. Alla ricerca di tracce e testimonianze iconografiche della fede e della devozione cristiane si entra nella Biblioteca Classense che vanta una splendida collezione di xilografie quattrocentesche. Poi si studiano i percorsi dei pellegrini diretti a Roma attraverso il territorio ravennate o limitrofo: dalle pievi disseminate nei dintorni di Cervia all’Abbazia di Pomposa; dalla cosiddetta “Via dei Romei” alla “Via Francigena” dove si visita il tratto in provincia di Lucca, soffermandosi in particolare ad Altopascio. A conclusione del corso i volontari sono stati impegnati nel proseguimento del monitoraggio dei gruppi scolastici in visita a Ravenna iniziato l’anno precedente. Il numero dei volontari impiegati è cresciuto e i risultati sono stati interessanti: dagli 885 gruppi italiani intervistati nel 1996, si è passati a 1.072, mentre ancora più soddisfazioni si sono avuti dagli sforzi per contattare i gruppi in provenienza dall’estero, utilizzando schede in inglese, tedesco, francese e volontari selezionati in base alle conoscenze di una o più lingue straniere: 157 gruppi nel 1997 contro i 30 del 1996. Inoltre, durante l’estate, come ormai da anni, i volontari hanno provveduto a tenere aperte alcune basiliche del centro storico nei fine settimana. - Il settimo corso provinciale prosegue il discorso avviato l’anno precedente, incentrandosi sul tema “Il volontariato e la preparazione culturale e operativa nei servizi di accoglienza per il Grande Giubileo dell’anno 2000”. L’attenzione resta dedicata alla gestione dei servizi di accoglienza, con particolare riguardo per i pellegrini, ma senza trascurare fenomeni importanti in un centro culturale come Ravenna quale il turismo scolastico verso i luoghi di culto. I servizi di accoglienza sono poi stati esaminati anche da un punto di vista storico, a partire dal Medioevo, quando i problemi da affrontare erano la transibilità delle strade, l’istituzione di punti di ristoro, la presenza di ladri e addirittura assassini. Servizi non del tutto dissimili da quelli che si renderanno necessari nel 2000 quali l’efficienza delle vie di comunicazione, vitto e alloggio non a prezzi da strozzini, la sicurezza personale, il non-sovraffollamento; in una parola: l’ospitalità. Proseguendo, invece, il discorso del recupero delle radici storiche e religiose ravennati, ampio spazio è stato dedicato al Santuario Mariano di Santa Maria in Porto per passare ad un’analisi dei danni subiti da molte chiese locali durante l’ultima guerra e delle tecniche utilizzate nella loro ricostruzione. Al termine del corso i volontari sono stati impiegati a monitorare solo i gruppi scolastici stranieri in visita a Ravenna, a completamento del lavoro iniziato l’anno precedente. I risultati sono stati molto soddisfacenti: da 157 interviste raccolte nel 1997 si è arrivati a 218, con un incremento del 39%. Inoltre, in estate, durante i fine settimana, sono stati svolti i consueti servizi di sorveglianza e informazione presso alcune basiliche diocesane. L’ottavo corso provinciale porta a termine il lavoro di preparazione al nuovo millennio. Con un occhio al passato, da cui apprendere, e uno al presente, per migliorarlo, i relatori interverranno a parlare del Giubileo del 1300 (il primo, quello citato da Dante nella Divina Commedia), delle pievi (parrocchiali di campagna sorte nel Medioevo), dell’iconografia cristiana nei nostri splendidi complessi basilicali ravennati e delle varie organizzazioni che si stanno mettendo a punto in altre parti d’Italia, in particolare a Venezia e a Roma, per prepararsi all’accoglienza pastorale dei pellegrini. Scrive Frossard, autore del “Vangelo secondo Ravenna” che la nostra città “si nasconde” dietro una catasta di mattoni i quali, a ben guardare però, sono “l’esterno scorticato della semplicità evangelica”. All’interno, invece, i mosaici del V e VI secolo sono “un diluvio di pietre preziose” il cui fulgore colpisce i sensi per poi “estrarre dall’anima una preghiera districata da ogni impurità troppo umana”. Frossard consiglia di visitare Ravenna a chi vuole conoscere il proprio destino ultraterreno, in quanto essa offre “una visione profetica di ciò che sarà il mondo quando il Cristo avrà finito di salvarlo, un mondo riconciliato, trasfigurato dalla luce, che è il colore della carità divina”. Quei mattoni semplici e quei mosaici dai colori sfolgoranti sono una delle chiavi di lettura dell’arte ravennate dove ogni segno è simbolo della comunione tra cielo e terra; così il blu del cielo, il verde dell’erba, e l’oro onnipresente comunicano anche un messaggio di serenità, di pace e di vita eterna. Il cristiano che si fermerà a Ravenna, dice sempre Frossard, non potrà non comprendere quest’inscindibilità di bello, bene e vero. Il passaggio per il terzo millennio passa da lì: da ricongiungimento dell’umano con il divino.

Il Corso Volontari per i Beni Culturali '97

Il Corso Volontari per i Beni Culturali '98

Il Corso Volontari per i Beni Culturali '99

Preparazione Operatori Pastorali per l'Accoglienza e le Visite Giubilari all'interno delle Basiliche Diocesane

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